Assemblee condominiali online: praticità o caos digitale?

Fino a pochi anni fa, l’assemblea condominiale era un appuntamento fisso tra urla, deleghe last-minute e assenze ingiustificate nella sala riunioni del palazzo. Ma poi è arrivata la pandemia, e con essa una rivoluzione silenziosa: l’assemblea online.

Oggi la possibilità di svolgere le assemblee in videoconferenza è una realtà sempre più diffusa. Ma cosa dice la legge? Quali sono i vantaggi? E quali rischi si nascondono dietro una webcam?

Un cambiamento diventato legge

La prima apertura ufficiale risale al 2020, in pieno lockdown. Con il Decreto Rilancio, il legislatore ha introdotto l’articolo 66, comma 6 del Codice Civile, modificato per prevedere la possibilità di svolgere assemblee condominiali in modalità telematica, purché previsto dal regolamento condominiale o con il consenso della maggioranza.

Successivamente, la legge ha stabilizzato questa possibilità, rendendo le assemblee online uno strumento strutturale, non più emergenziale.

I vantaggi: comode, economiche, partecipate

Le assemblee in videoconferenza hanno numerosi vantaggi:

  • Maggiore partecipazione: i condomini possono collegarsi da casa o dall’ufficio, anche se residenti altrove.
  • Riduzione dei costi: niente affitto sala, niente copie cartacee.
  • Registrazioni: è possibile verbalizzare in tempo reale e archiviare le riunioni per eventuali verifiche.
  • Accessibilità: anziani, disabili e genitori con bambini possono partecipare più facilmente.

In molti casi, i tassi di partecipazione sono aumentati significativamente, migliorando la vita condominiale.

Le difficoltà: privacy, sicurezza, validità legale

Ma non mancano i problemi. Le principali criticità riguardano:

  • Identificazione dei partecipanti: è fondamentale garantire che chi si collega sia effettivamente il condomino avente diritto di voto.
  • Connessioni instabili: la qualità della rete può influenzare il dibattito e la validità delle votazioni.
  • Privacy e dati personali: la piattaforma utilizzata deve essere conforme al GDPR.
  • Verbalizzazione corretta: anche le assemblee online devono rispettare i criteri di forma e conservazione degli atti.

In sintesi: non basta “fare una call su Zoom”. Serve un minimo di preparazione tecnica e giuridica.

Quando è obbligatoria? E quando no?

La legge non impone la modalità online, ma la consente. L’amministratore, se il regolamento lo prevede o se la maggioranza lo approva, può convocare l’assemblea telematica.

Tuttavia, non è possibile obbligare chi non è dotato di strumenti informatici a partecipare online. In questi casi, si deve garantire un’alternativa o trovare un compromesso (assemblea mista, postazione fisica).

Conclusioni

L’assemblea online è uno strumento moderno, pratico e inclusivo. Ma come ogni innovazione, va gestita con attenzione. Serve un amministratore competente, una piattaforma affidabile e una buona comunicazione con i condomini. Quando ben organizzata, può trasformare il condominio da arena di conflitti a comunità efficiente e partecipata.

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