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IL CONSIGLIO DI CONDOMINIO NON PUO’ DECIDERE SENZA L’APPROVAZIONE IN ASSEMBLEA

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Prima della riforma il consiglio di condominio veniva nominato dall’assemblea soltanto in quanto previsto dal regolamento condominiale oppure per prassi, ma non aveva in realtà alcuno specifico riconoscimento giuridico ne era disciplinato da alcuna normativa civilistica. 

Con la riforma del condominio del 2012 è stato inserito al codice civile l’articolo 1130 bis il quale dispone ora che negli edifici di almeno dodici unità immobiliari l’assemblea può nominare, oltre all’amministratore, anche un consiglio di condominio composto da almeno tre condomini aventi funzioni consultive e di controllo.

Abbiamo valutato giurisprudenza del tribunale di Torino sezione civile, che trattava nello specifico la scelta di cinque consiglieri di uno stabile di Torino, di un preventivo per il rifacimento di un terrazzo e la decisione che relativi costi andassero pagati in due rate.

Un condomino contrario alla scelta si rivolge al tribunale che annulla la decisione assunta dal solo consiglio di condominio, rilevando che quest’ultimo non si era limitato a svolgere una funzione consultiva ma aveva arbitrariamente espresso una funzione vincolante per tutti i comproprietari.

Infine la corte d’appello di Torino conferma la pronuncia del tribunale aggiungendo che la decisione non era mai stata oggetto di alcuna successiva approvazione di un’assemblea con i corretti numeri.

Pertanto va chiarito che il consiglio di condominio deve avere una funzione di supporto votata al controllo e alla mera consulenza per permettere ai comproprietari di ottenere informazioni più semplici ed assimilabili possibili senza sostituirsi all’organo dell’assemblea decidendo in maniera arbitraria.

Alessio Treccarichi


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